Il Professor Luciano Chiodi ci accompagnerà nella ricerca di ciò che emoziona, incanta, sgomenta da Omero a Kubrick.
Il “sublime” – scrive l’Anonimo sconosciuto autore nel I secolo avanti Cristo – è da ricercare “in ciò che sconvolge, sorprende, perfino spaventa” il nostro animo e si manifesta nei momenti di massima tensione espressiva, quando una parola, un suono o un’immagine agiscono in noi con tanta potenza da suscitare un’emozione straordinaria, una sorta di estasi in cui la ragione cede il campo al piacere e all’esaltazione.
Partendo da questa definizione, cercheremo di individuare una serie di celebri esempi di “sublime” partendo da Omero e dal mondo antico per arrivare, attraverso Dante, Manzoni e alcuni grandi della nostra letteratura, ai giorni nostri e al cinema, l’arte che fondendo parola, musica e immagini, più di altrew ha la possibilità di sfiorare il sublime.
Nella consapevolezza, peraltro, che non esiste un criterio oggettivo per definirlo, perché in realtà ognuno ha il suo personalissimo “sublime”.